RESOCONTO TORNEO DI DIPLOMACY
"LEGATIO IN URBE"
ROMA - 24/24 ottobre 2009di Francesco Conte
Cari amici, dire che sono contento della riuscita dell’evento probabilmente non rende l’idea; ci sarebbero (ci sono state, e ci saranno...) tante parole per definire cosa si intende per “evento riuscito”; quello che posso dire senza tediarvi inutilmente è che l’obiettivo del Torneo era l’organizzazione di un evento di gioco, non solamente dal punto di vista “tecnico” (inteso come una sfida a Diplomacy), ma anche e soprattutto una meravigliosa occasione di vivere l’atmosfera di un evento ludico tra amici. E se l’amicizia, quando si parla di Diplomacy, è un valore MOLTO astratto, le due giornate del Torneo sono state vissute veramente al massimo del divertimento, tra risate, tradimenti e gran belle mosse (ed anche qualche misorder particolarmente… artistico!). A condire il tutto i momenti più puri del gioco, ovvero quelli esterni alle partite: i pasti, le attese mattutine, la premiazione. Giocare dal vivo (o “face to face”, come si ama dire) dà sicuramente emozioni diverse dalla meravigliosa e spasmodica attesa della risoluzione di mosse covate da due settimane (se non da mesi!), dopo sfiancanti (per sé e per gli altri!) diplomazie… ma permette di Giocare, con la G maiuscola. Il 24/25 ottobre, a Roma, in occasione del torneo “Legatio in Urbe”, diverse persone hanno Giocato a Diplomacy.
Non vi canterò dell’Organizzazione (maiuscola, perché tale è stata!) del nostro Fabrizio e di tanti altri (me compreso, non mi nego il mio quarto d’ora di celebrità!), cominciata con la ricerca di un locale adatto, proseguendo con la scelta oculata dei tempi e dei modi per avvicinare le persone all’evento, con lo studio/ricerca dei premi e del materiale (cartaceo, di cancelleria, elettrico, mangereccio!), con lo studio di un sistema semplice e rapido di punteggio, con l’apprendimento di come funzionasse quel maledetto software…! Mi sarebbe piaciuto – sarebbe piaciuto a tutti – conoscere ancora più persone (non nego che speravamo, in due giorni, di vedere molta più gente), ed è l’unico neo di due giornate davvero magnifiche.
Lo dico fin d’ora: l’esperimento si rifarà, chiamando altri amici “itineranti” per un evento ancora più competitivo e condiviso. Siete avvisati!
Vi racconto in breve come ho vissuto le partite (ben poco ausilio rispetto alle foto del fantastico Marcello Mattei, fratello d’arte, e dello stesso Fabrizio, ma ci provo lo stesso!). Termine: Autunno 1907!
Ahimè, il sabato mattina ci ritroviamo ad essere in dodici: due tavoli da sei persone, la Turchia muove con mosse prestabilite (con un fattore aleatorio in determinate condizioni). La prima partita mi affida la Francia; Austria a Luca Salvoni, Inghilterra ad Andrea di Luzio, Germania a Stefano Chirico, Italia a Carlo de Vita, Russia a Fabrizio Mattei. Sento parlare di Russia e Italia contro Austria, pronte a cibarsi contemporaneamente dell’immobile Turchia, perciò propongo un’alleanza tripla ai miei vicini – io in Italia e loro in Russia; manco a farlo apposta, mi ritrovo una flotta inglese in Manica e un tedesco poco collaborativo (non so se l’entrata in Borgogna è considerata collaborazione..!). Mi preparo ad una lunga e sofferta gara in trincea, che in realtà regge benino fino al 1905, anno in cui la mia flotta ballerina attorno all’incustodita Inghilterra viene sbandata, il MAO invaso e Portogallo e Spagna cadono. Forse dovrei ringraziare Fabrizio per avermi fatto da parafulmine attirando parte dell’altrui macchina bellica! Anche l’Italia decide tardivamente di sbocconcellare un po’ sul mio territorio, ma con un po’ di fortuna riesco a recuperare il Belgio all’ultimo (complice il tradimento tedesco nei confronti dell’Inghilterra) e a non perdere Marsiglia – chiudo a 3 (Parigi, Marsiglia, Belgio), ed ho avuto anche voglia di esultare..! Vince l'Italia a 9, seconde Germania ed Austria ad 8, l'Inghilterra chiude comunque a 6. All'altro tavolo, La Russia di Daniele Belardinelli prende il volo con 12 centri, seguita da Austria (Stefano Barone) con 7, Inghilterra (Leonardo Quirini) con 6, Italia (Fulvio de Persio) e Francia (Mirco Natili) con 4, Germania con 1 (in Portogallo..! Michele Tomaiuolo).
La pausa pranzo, che purtroppo (o per fortuna...) non è stata documentata fotograficamente, testimonia l’abbrutimento generale del giocatore di Diplomacy, sia ch’egli si sia poc’anzi calato nella parte del vincitore, crudele tiranno di popoli, sia ch’egli sia ancora mortificato da un’eliminazione ingloriosa. Per farla breve, pizza senza posate per tutti.
Seconda partita: Italia; Fulvio de Persio in Russia, Daniele Belardinelli in Austria, Mirco Natili in Germania, Andrea Rosati in Inghilterra, Michele Tomaiuolo in Francia. Qui tutto sembrava andare meravigliosamente: Germania e Inghilterra mi avvisano che vogliono andare in Francia, e l’Austria mi offre Trieste per mandarci anche me! Contatto la Russia per “paninizzare” per bene l’Austria, e spartirci tutto il bottino (Turchia compresa), sperando di un ritorno anglo-tedesco in Russia verso il 1904-1905; immancabilmente, la Russia ha altri piani...! e vuole spartirsi Turchia e Balcani con l’Austria. Faccio finta di andare in Francia, mi sistemo con comodo nel Mediterraneo, aspettando di correre in Austria, e mi perdo il momento del secolo: è il 1903, e l’Austria si ritrova a 10!!! Si è presa tutti i Balcani, tutta la Turchia tranne Ankara... no, dico, contro chi stavo andando? Vengo praticamente ingoiato intero, senza neanche masticare. Prima di morire (1907), riesco ad insultare la Russia e il suo “spartirsi il bottino”. Per la cronaca, vince un meraviglioso Andrea Rosati con l’Inghilterra, che piega la Francia, piega l’alleato tedesco, piega i miei poveri centri scoperti..! e si arresta a Monaco, tendendo la mano alla Russia. Inghilterra a 13, Austria a 12, Russia a 8, Germania a 1. L'altra partita vede una patta a fine 1906, vittoria a Leonardo Quirini (Germania) e Luca Pazzaglia (Italia) con 9 centri, seguiti da Carlo de Vita (Russia) a 8 centri, Fabrizio Mattei (Francia) a 7 e Stefano Chirico (Inghilterra) con 1 centro. Eliminato Andrea di Luzio con l'Austria nel 1906.
Non sto neanche a raccontarvi della cena. Fabrizio Mattei, Stefano Chirico, Luca Pazzaglia, Fulvio de Persio... e me naturalmente! In una rumorosissima Birreria Peroni, tra carne e birra!
La domenica mattina vede, ahimé, sempre meno persone: un solo tavolo da 7 persone, con Fabrizio, me e Michele Tomaiuolo che ci “sacrifichiamo” a gestire la giornata da non giocatori! La partita è qualcosa di molto simile ad un “top table” (Austria a Fulvio de Persio, Inghilterra a Luca Pazzaglia, Francia a Leonardo Quirini, Germania a Carlo de Vita, Italia a Stefano Chirico, Russia a Luca Salvoni, Turchia a Stefano Castelli) e finisce con l’Inghilterra ad 11 centri, seguita dalla Germania con 9, Italia e Turchia a 7. La Russia passa da 6 a 0 negli ultimi due anni, l’Austria subito fuori senza tanti complimenti. Complimenti al vincitore del Torneo, Daniele Belardinelli! (che, accidenti, non gioca su Campo di Marte!)
Mi sento davvero di ringraziare TUTTI per aver partecipato, aver riso, aver giocato con noi (un ringraziamento particolare a Fulvio de Persio, segugio di locali e fucina di idee – Fabrizio non serve neanche menzionarlo); grazie a loro, metterò il doppio dell’impegno nell’organizzazione della prossima puntata! L’ultimo pensiero va a me, e che la sorte mi assista a Fossombrone! :P
Francesco Conte