RESOCONTO TORNEO DI DIPLOMACY
"LEGATIO IN URBE"
ROMA - 24/24 ottobre 2009di Carlo De Vita
Anche se con un po' di ritardo vorrei commentare anche io il bel torneo "Legatio in Urbe" e ringraziare gli organizzatori. Bravissimi.
Era la mia prima partecipazione a un torneo e soprattutto le mie prime partite dal vivo a Diplomacy. Sono molto contento del risultato finale ma la cosa più importante e bella è stata conoscere tanti bravi giocatori e tante belle persone, alcune delle quali già "incontrate" su Campo di Marte.
Passiamo alle partite. Nella prima mi capita l'Italia, potenza che non mi piace molto e che non avevo mai guidato prima, neanche on-line. Detta brevemente: non avevo la più pallida idea di cosa fare. Con l’Austria di Luca Salvoni non ci attaccavamo ma non mi fidavo pienamente; non volevo attaccare Francesco Conte in Francia, già messo male contro la Germania di Chirico e l’Inghilterra di Di Luzio. Ma il capolavoro da pivello deve ancora arrivare: perdo 2 anni nel cercare di prendere Smirne, visto che la Turchia è senza guida essendo la partita a 6 giocatori… solo che non avevo capito il funzionamento delle mosse turche e i miei attacchi erano completamente inutili (credo che Luca Salvoni ridesse come un matto sotto i baffi)! Passo un anno nel panico più totale, anche perché non abituato a ragionare e decidere in così poco tempo. L’Austria e la Germania crescevano, la Russia di Mattei spariva dalla mappa e Conte in Francia sopravviveva, grazie anche al fatto che io rimanevo bloccato come un broccolo verde in mezzo alla mappa. Credo di aver scritto per 3 anni di fila A Tun XXX e A Ven XXX. Poi l’intuizione. Prendo la Grecia all’Austria e la faccio passare come una cosa inoffensiva. L’anno dopo prendo finalmente Smirne e decido di tradire definitivamente l’Austria, anche perché Di Luzio mi rassicura mettendo la flotta sulla costa nord della Spagna. Riesco così a prendere un centro all’anno, a costruire per espandermi anche ad Ovest, e avrei preso anche Trieste credo, se Chirico non fosse sceso in Tirolo a difendere Salvoni (e arrivando così secondi a pari merito, pollo io a non cercare di convincere Stefano che non gli conveniva). A ovest prendo in primavera 1907 Marsiglia e posso puntare anche alla Spagna per l’autunno. Pago però ancora un errore di inesperienza: sicuro che Francesco mi avrebbe attaccato di nuovo su Marsiglia, tagliando così il supporto per la Spagna, decido di attaccare da Marsiglia, per levare un centro a Di Luzio che aveva ben più centri di Francesco. Il quale però non mi attacca… va al contrario a prendersi il Belgio. Morale: invece di 2 centri ne prendo uno solo, ma riesco comunque a vincere la partita con 9 centri, solo uno in più dei secondi. E l’Italia sale ovviamente nelle mie simpatie. Come prima partita non c’è male!!
Seconda partita: la Russia. Quirini in Germania: e già mi viene da ridere, pensando alla net 104 di Campo di Marte, dove guidavo la Russia e Leo si è allegramente preso San Pietroburgo. Indovinate nelle mani di chi finirà San Pietroburgo anche stavolta… Austria a Andrea Di Luzio, Italia a Luca Pazzaglia. Al nord mi metto d’accordo con Leo per la Svezia, la sua diplomazia mi rassicura. Mi butto tutto al sud, per prendere i centri turchi ancora una volta senza guida, e sono più propenso ad allearmi con Di Luzio che con Pazzaglia, visto che la medaglia di miglior Italia non voglio farmela scappare. Leo al nord apre in Baltico. Mi lascia però entrare in Svezia e qui faccio l’errore fondamentale della partita: costruisco una flotta sulla costa nord di San Pietroburgo. Stefano Chirico con l’Inghilterra mi guarda giustamente in cagnesco e pagherò cara questa mia scelta. Leo si prende la Svezia e poi manda una armata in Livonia usando la flotta nel baltico come ponte. Resto di sasso! Ho Mosca e Varsavia scoperte e solo l’armata in Ucraina per difenderle. Quindi fa prendere (mi pare) la Norvegia all’Inghilterra. Al nord sono fritto, al sud reggo, anche perché non c’è la Turchia. Convinco Di Luzio ad attaccare una Venezia poco coperta, l’attacco riuscirebbe se Pazzaglia non convincesse Quirini a tagliare da Monaco il supporto del Tirolo. A quel punto passo dalla parte di Luca, e con alterne vicende insieme ci prendiamo tutta la Turchia e i Balcani, eliminando alla fine Di Luzio. Al nord sono sempre sulla difensiva, non riesco a intavolare una trattativa con Chirico e con alti e bassi finirò la partita senza San Pietroburgo, maledetto Leo ;-). Al sud alla fine tradisco Pazzaglia, per il semplice fatto che rischia di togliermi la migliore Italia. Finiremo con i Balcani divisi a metà, a me tutta la Turchia e a lui tutta l’Austria. Non so chi la propone, ma esce fuori l’idea della patta. Accettiamo e la partita finisce, con Luca e Leo primi, seguiti dal sottoscritto e poi dalla Francia di Mattei. Buon risultato, partita più sofferta e anche qui tratti di puro panico e di “non so assolutamente che fare”.
Tra le due partite devo sottolineare la buona pizza e l’allegria della compagnia, unica pecca la mancanza del caffè, che ha chiaramente condizionato la mia seconda partita. Alla sera accompagno Leo visto che mi è di strada, ma penso seriamente di portarlo invece a prendere un aereo per San Pietroburgo… Si ricomincia il giorno dopo, dove correvo il rischio di non esserci, ma tra un ritardo e l’altro riesco a partecipare a tutta la partita.
Mi capita la Germania, Pazzaglia in Inghilterra, Quirini in Francia, Salvoni in Russia. Leo mi può scavalcare in classifica e mi accordo con Pazzaglia (poi mi scavalcherà lui…), la nostra intesa durerà tutta la partita, portando alla sua vittoria e al mio secondo posto. Più volte ho temuto il tradimento di Luca, mentre alla fine della partita potevo farlo anche io, ma per una volta a Diplomacy non c’è stata la classica coltellata alle spalle finale. Leo è stato grandioso, messo alle strette ha cercato in tutti i modo di farmi cambiare fronte e probabilmente sarebbe riuscito a resistere. Infatti non solo è arrivato fino in Romania, ma se io non avessi fatto la “porcata” di levargli Marsiglia alla fine sarebbe sopravvissuto, solo che ho avuto paura di Luca e di non poterla più prendere. La partita è stata comunque molto complicata negli anni centrali, dove avevo Pazzaglia alle spalle e pur avendo preso diversi centri non potevo costruire, visto che Salvoni mi bloccava il fronte est, riuscendo anche a prendermi per un anno Berlino a causa di un mio stupido errore. Salvoni mi ha chiesto per 5 anni di fila di farlo entrare in Norvegia, per 5 anni ho detto di sì per poi non farlo… ma non potevo fare altrimenti! Tradire Pazzaglia è stata una tentazione solo alla fine della partita, ma ormai eravamo sicuri l’un l’altro che non l’avremmo fatto, e così è andata. Forse dovevo essere più cinico e tradire comunque Luca alla fine, non fargli prendere Mosca e non aiutarlo contro l’Italia del solito grande Chirico, puntando invece a prendere Vienna per fatti miei.
Sono quindi contentissimo di aver partecipato al torneo, giocare face to face è un’emozione grandissima, capace di coinvolgermi completamente, facendomi provare uno stress psicologico enorme, inferiore solo al divertimento! Devo infine sottolineare il fatto di essere arrivato sul podio anche nei premi speciali, compreso il terzo posto al Premio Calimero! Ma lì la coppia De Persio-Conte non aveva pari ;-). Ringrazio ancora gli organizzatori e Fabrizio per aver pubblicato le foto sul sito di Campo di Marte.